Cara Parola, Cura
imitatio christi

Ahi quanto assai amai le spine uncine le fitte infitte al cuore e le becchine dita che ti rovistano il costato
e il rito di imbandirmi su un altare e offrirmi come un cristo sporzionato
imitatio christi
Premio Turoldo 2011 - IX edizione
Ascolta tre poesie recitate dalla autrice
PUBBLICHIAMO ANCHE UN RACCONTO DALLA RETE DI MARIA TERESA:
Ho appena messo la macchinetta del caffè sul fornello quando sento i suoi passi nel corridoio. Gonfio le guance, uffa, è già sveglio, nemmeno dieci minuti da godermi in santa pace. Che stress! Mi piace stare un po' sola la mattina appena sveglia. Il caffè, una sigaretta e poi via, ha inizio la giornata. Lui lo sa, gliel' ho detto innumerevoli volte ma inutilmente. Quando lo sento sulla porta della cucina vorrei urlargli di sparire, di farsi un giro e tornare tra un po'. Vorrei urlare ma mi controllo: stamattina mi conviene fare buon viso a cattivo gioco. Così continuo a trafficare tra i fornelli e il lavello, l'acqua che scorre fa rumore ed io faccio finta di non averlo sentito, spero che lui giri su se stesso e decida e di andare in bagno mentre aspetta il caffè. Niente da fare, sento i suoi passi proprio dietro di me e mi volto con un sorriso idiota - Ciao amore, ho messo su il caffè e ora preparo la colazione Lui si china e mi bacia sulla guancia, io lo guardo, continuo a sorridere idiota. Verso il caffè nelle tazzine, metto sulla tavola il latte, i biscotti e le brioche. Poi mi siedo di fronte a lui. Ha la faccia rilassata, deve aver dormito bene, ascolta le notizie al tg e ogni tanto mi fa una smorfia affettuosa: arriccia il naso, allarga la bocca, mi strizza l' occhio. Io ho ancora quel sorriso imbecille appiccicato alle labbra. Che ignobile farsa fingere che tutto sia perfetto. Comunque questo mi sembra il momento giusto, quindi tiro un respiro a pieni polmoni e parto a raffica - Oggi dopo il lavoro vorrei andare a trovare Claudia, gliel' ho già detto, mi aspetta a pranzo, vai tu a prendere i bambini e li porti da Monica? Lo so che gli sto provocando un bel fastidio e come immaginavo vedo sul suo viso un'espressione scocciata, ma dopo un attimo si è già adattato all'idea, l'argomento "Claudia" è un alibi perfetto, è la mia amica e suo marito l'ha lasciata per una ragazza di ventidue anni. Fiduciosa continuo a sorridere idiota mentre sorseggio il caffè. - Hai già avvisato tua sorella che li porti da lei? Mi chiede - Sì certo le ho telefonato ieri sera. E questa non è una bugia.
Nel quarto d'ora successivo parliamo di Claudia, dai suoi problemi, di quell'incosciente di suo marito. E così rinuncio pure ad uno dei miei momenti preferiti, quello della sigaretta nel bagno prima che si sveglino i bambini. Ma cosa non si farebbe per qualche ora di ossigeno?
Poi è semplicemente il caos più totale: Marco e Sara irrompono in cucina. Marco vuole il cornetto con la nutella. Sara vuole vedere i cartoni mentre beve il latte. Nessuno dei due vuole lavarsi i denti. Marco non trova i calzini e non li trovo neanche io perciò mettiti quelli sporchi di ieri. Sara non ha completato i disegni, va bene, ti scrivo la giustificazione. Sara ha la fibbia del grembiule che penzola ma è tardi per cucirla adesso, andrai a scuola senza il grembiule, e se la maestra ti chiede perchè non l'hai messo? Beh dille semplicemente la verità. E' tardi papà vi sta aspettando in macchina. Svelti lui deve andare al lavoro. Prendete la merenda. Via scappate. Vi viene a prendere papà oggi, vi porta da zia Monica. Perchè io non posso. Un bacio. Dai veloci scappate. Ciao fate i bravi, ci vediamo stasera. Ciao tesoro.
Finalmente chiudo la porta. Finalmente pace. Finalmente sola.
Un altro caffè e finalmente la prima vera sigaretta.
Poi vado a farmi la doccia. Sono solo le otto e trenta ed ho un alibi che mi copre fino a stasera. Ho tutto il tempo per depilarmi. L' acqua tiepida è piacevole sulla pelle e mi lascio accarezzare. Le mani tremano mentre mi trucco ma devo stare calma se no mi viene una linea tremolante sugli occhi e sul contorno delle labbra. Le autoreggenti le ho nascoste in fondo al cassetto. La gonna la arrotolo sulla vita. I bottoni di questa camicia tirano ma va bene, è sexy il pezzetto di seno che si intravede tra un bottone e l'altro. Mi guardo allo specchio, non è male il risultato. Vorrà scoparmi. Provo alcune pose da vamp: getto indietro la testa, oscillo i fianchi, mi passo le unghie sulle cosce.
Lui mi tirerà su la gonna così, allargherà gli occhi e dirà che sono bella, gli piacerà il perizoma, mi chiederà di voltarmi. Poi poserà le mani aperte sulle mie natiche, si inginocchierà, sentirò il suo respiro. Poi sentirò la sua bocca.
Poi nello specchietto retrovisore mi controllo il trucco, ho gli occhi e le labbra invitanti. Femmina e troia in attesa mentre spingo il piede sull'accelleratore.
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