il Tè di zia Adalgisa
.jpg)
A proposito del Tè Verde e Tai Ji (vedi) un delizioso contributo di Flora:
Il tè verde... non amo particolarmente il tè, mia madre lo considerava sciacquatura di piatti e lo preparava esclusivamente per la visita della sorella, che, con una educazione vecchio stampo, un po' all'inglese, ci teneva molto.
Così era la rispolverata al servizio "buono", qualche pasticcino o biscotto, un bel po' di pettegolezzo femminile e risate, perché la zia Adalgisa era molto simpatica, un tantino originale: " non è normale" , diceva mia madre. Io la amavo moltissimo. Il tè, pero', era una mediocre miscela, non in bustina, per fortuna, e il rituale "five o' clock" veniva comunque rispettato.
Il tè verde... era un'altra cosa, sapeva d'oriente, di paesaggi solo immaginati, ma sempre soffusi di nebbie asiatiche, e ti lasciava la bocca pulita, asciutta, aspra, come la vita; non soddisfaceva in alcun modo né il palato, né lo spirito: lasciava intatto, inalterato ogni desiderio, come la nostalgia. Il tè verde... era l'unica bevanda compatibile con certi esami: due mesi di tempo, 150 pagine al giorno, molte in notturna, e tieniti sveglia. Il tè verde... era Genova e il mare e il richiamo accorato delle sirene in porto e la città dall'alto, tutta illuminata, di notte, bella da far male, bella e perfida come i vent'anni.
Il té verde sarà la bevanda del mio futuro, grazie a Voi. L'ho già segnato nella lista della prossima spesa. Lo consumerò a mezze tazze tagliate in verticale, come attorno al tavolo del Cappellaio matto, alternandolo con qualche passo della Chen, un calcetto della Yang ban hou; a capotavola la zia Adalgisa, accanto alla lepre marzolina; sullo sfondo, il mare, un tratto di costa, la Casa dei doganieri...
|
|