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CYTOTEC: legittima difesa PDF Stampa E-mail
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   di Silvio Viale   da   www lucacoscioni
potete collegarvi anche su  feminismo a sud: aborto express dopo il prezzemolo

E' Allarme: Le italiane cominciano a conoscerlo e a utilizzarlo, come all’estero, nonostante i rischi che comporta. Un motivo in più per non vietare la pillola abortiva Ru486.

Meglio conosciuto come Cytotec, il misoprostol è spesso usato per provocare un aborto. Fu introdotto nel 1985 come gastroprotettore ed è registrato in 80 paesi. 

In Brasile e in Egitto è registrato per l'induzione del travaglio di parto. Il suo uso è ampiamente diffuso nei paesi ove l'aborto è vietato. L'aborto indotto con le prostaglandine è una pratica abbastanza sicura, senz'altro preferibile ai rischi di un aborto chirurgico quando non è eseguito in condizioni di sicurezza o, peggio ancora, quando si tratta di pratiche chirurgiche clandestine. Il misoprostol è una molecola simile al gemeprost (Cervidil®), che in Italia è utilizzato per gli aborti del secondo trimestre (cosiddetti terapeutici), per preparare il collo uterino negli aborti chirurgici o per favorire l'espulsione del materiale abortivo in tutti i tipi di aborto. Rispetto al gemeprost, il misoprostol costa 50 volte di meno e non deve essere conservato in frigorifero.

Della stessa famiglia fanno parte altre prostaglandine, che sono utilizzate per indurre il travaglio di parto. In Italia il Cytotec è utilizzato da donne straniere per provocare l'aborto, che spesso finiscono in pronto soccorso per avere assunto troppe pastiglie. In realtà, non corrono mai un rischio elevato, nonostante il forte dolore e i rischi di ogni aborto spontaneo. E' importante sapere che l'effetto non è mai immediato, ma che si ottiene con piccole dosi ripetute nell'arco di ore e di giorni. Spesso, se i sintomi dolorosi appaiono scarsi, il desiderio di ottenere l'aborto in fretta induce ad aumentare la dose, con un effetto di accumulo che aumenta il dolore proprio quando inizierà l'effetto abortivo. Di solito si tratta di donne che non sanno a chi rivolgersi, che temono di andare ai consultori ed agli ospedali, che vogliono evitare iter lunghi troppo incomprensibili, che hanno paura di dovere pagare cifre molto alte o che semplicemente non vogliono far sapere dell'aborto. Vi è un tam tam, regione per regione, comune per comune, che informa le donne sulle difficoltà che possono incontrare nei consultori e negli ospedali. Sono, comunque, donne che rischiano la propria salute ed è per questo che è necessario che si sia informati su come si dovrebbe usare correttamente il Cytotec.

Certo, il primo compito è quello di scoraggiare chiunque dal praticare un aborto clandestinamente, che è vietato per legge, ed inviare la donna al "consultorio" o a "un medico di fiducia", come prevede la 194, ma non sempre il consiglio è accettato e non sempre i nostri consultori brillano per efficienza, come ha dimostrato l'inchiesta di Altroconsumo, pubblicata sul numero di ottobre di Salutest. A qualunque epoca gestazionale la dose di Cytotec da assumere per bocca è di 2 compresse da 200 mcg a intervalli di circa 3 ore, per non più di cinque volte (2 cpr ogni 3 ore per 5 volte). Dopo le prime dosi, se la sintomatologia è scarsa si può aumentare la dose a 4 compresse per volta. Se non accade niente, il ciclo può essere ripetuto altre volte, aspettando almeno 12-24 ore tra un ciclo e l'altro. Per via vaginale si possono introdurre in fondo alla vagina 4 compresse da 200 mcg per volta con intervalli di 8-12 ore per 3 volte (4 cpr ogni 8-12 ore per 3 volte).

Le compresse ci mettono circa mezzora per essere assorbite, ma a volte sono rintracciabili anche dopo un paio di ore. Bagnare le compresse prima della introduzione in vagina aumenta l'assorbimento e la concentrazione ematica, ma non l'efficacia. Se non accade niente il ciclo può essere ripetuto dopo 24 ore. Nelle gravidanze fino a 7-9 settimane una singola dose di 5 compresse per via vaginale potrebbe essere sufficiente e la si può ripetere dopo 24 ore. Le compresse possono anche essere assunte per via sublinguale, lasciandole assorbire sotto la lingua, ogni 3 ore o per via buccale, lasciandole assorbire tra la guancia e i denti, ogni 8 ore. In un recente studio dell'OMS riguardanti aborti fino a 9 settimane la percentuale di aborti completi è stata superiore all'80%, con una percentuale di aborti incolpmeti o interni del 15 % ed una percentuale di fallimenti del 5%. In letteratura si registrano percentuali di successo che variano dal 60 al 96%.

Nello studio dell'OMS il tempo medio per l'espulsione è stato di circa 10 ore, ma può avvenire anche nei giorni successivi. Sebbene l'aborto con le sole prodtaglandine sia da considerare una seconda scelta, rispetto a quelli con la Ru486 e a quello chirurgico in condizioni di sicurezza, le prostaglandine sono sicure, anche perché inducono a ricorrere all'assistenza ospedaliera per aborto in atto o per minaccia di aborto, senza dover dire che si tratta di un aborto volontario. Infatti la dinamica è indistinguibile da quella di un aborto spontaneo. Occorre solo non esagerare con le dosi ed avere pazienza. Le perdite di sangue sono come quelle di un aborto spontaneo. I sintomi dipendono dall'epoca della gravidanza e aumentano con le settimane di gestazione. Fino a 7-9 settimane la sintomatologia è minore e il materiale abortivo è relativamente poco.

Successivamente le dimensioni dell'embrione (fino a 12 settimane) e del feto (dopo le 12 settimane) allungano la durata del travaglio abortivo e la sintomatologia e caratterizzata dall'espulsione del feto e della placenta. Per i dolori, che possono essere forti, anche nelle gravidanze iniziali (7-9 settimane), o sopportabili, anche nelle gravidanze più avanzate (secondo trimestre), si possono usare gli antidolorifici (paracetamolo 1 g o ketoralac 10 mg, ma non l'aspirina). Nausea, vomito e diarrea possono essere fastidiosi ma si autolimitano. L'importante, appena si può, è andare a fare una visita di controllo in ospedale, dicendo che "forse ho abortito", aggiungendo un certo stupore che sia "accaduto all'improvviso". In ospedale si costaterà che l'aborto è completo, o in caso contrario si procederà alla revisione della cavità uterina (raschiamento o cosiddetta "pulizia dell'utero"). Se il Cytotec è utilizzato nelle prime settimane di gravidanza, si può attendere un po' di più prima di andare in ospedale. Se è utilizzato in settimane più avanzate, conviene andare quando vi sono perdite di sangue maggiori di un flusso. In caso di aborto in atto o di vero travaglio abortivo le terapie ospedaliere per bloccare l'aborto sono sostanzialmente inutili, ma se ci si è sbagliati, una volta dimesse si può riprendere il tentativo.

 Inutile ripetere che indurre un aborto con il Cytotec è illegale ed è pericoloso. Aggiungerei anche stupido, ma so che vi sono casi in cui si ha paura di andare al consultorio e casi in cui la legge non permette più l'aborto. In questi casi, chi può va nei paesi ove si può ancora fare, ma chi non può spera di arrangiarsi. Infine occorre ricordarsi che il misoprostol può avere effetti malformativi sulla gravidanza, che sono stati riscontrati soprattutto in Sud America, anche se i rischi non sono elevati. Sono però tali, per cui, dopo un tentativo di aborto fallito, occorre valutare bene se proseguire la gravidanza e, eventualmente, eseguire dei buoni controlli ecografici. Per frenare l'uso del Cytotec, anche a seguito di denunce spropositate, da poco è necessario una "ricetta non ripetibile", il che ne ha già incrementato la disponibilità al mercato nero. 

Scritto da Silvio Vitale  
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