"Perchè il libro è un farmaco"
Intervento alla Giornata mondiale del libro: Se la Salute è un'Arte, il libro ne è strumento, quindi il libro è un farmaco.
Vi racconto cosa accadeva quando, dopo la pubblicazione del mio primo libro, andavo nelle scuole elementari a raccontare favole, inventare filastrocche, parlare di salute. I bambini aspettavano con entusiasmo un vero scrittore, ma siccome è vietato dire bugie ai bambini, io mi presentavo così: “Ragazzi in realtà io di professione non faccio la scrittore ma…. il farmacista…”
E allora tutti, dico tutti, indistintamente, sempre, che sia a Fiuggi, a Roma o a Brescia, tutti i bambini reagivano allo stesso modo: abbassavano le spalle, mettevano in giù la bocca e, con una triste aria di delusione, esclamano in coro: “Oh Noooo…. !“
Ora, a parte l’orgoglio ferito per una professione che amo e che comunque abbiamo noi stessi depauperato, quel che mi dava fastidio è un equivoco di fondo: un tempo si diceva l’arte del medico, l’arte dello speziale, del falegname, del fabbro, della massaia che prepara le fettuccine all’uovo…, oggi sembra che l’Arte sia delegata esclusivamente allo scrittore, al pittore, al musicista… Ho l’impressione che stiamo perdendo qualcosa. Essere artisti infatti vuol dire poterlo essere in ogni cosa che facciamo, anche quando si cammina o quando si lavano i piatti, Tutti sono e possono essere artisti. Ogni mestiere, se fatto di cuore, deve esser fatto con arte, persino il farmacista. Il problema è che l’approccio ‘artistico’, di cuore, è condizione essenziale allo ‘stare in salute’. Se lo si perde, se tutto diventa funzionale, pragmatico, produttivo, si apre la porta alla malattia. L’“Arte è Salute”, questo si sa! C’era Leonardo da Vinci che diceva: ‘l’esercizio creativo fa crescere le menti.” Del concetto di ‘mente’ Leonardo non aveva sicuramente una visione cartesiana, il suo era un approccio ‘olistico’ alla Natura, globale, in perfetto equilibrio scienza-arte-spiritualità. (Abbiamo approfondito in L'Esercizio creativo.)
Oggi si parla sempre più spesso di Arte-terapia, in quanto proprio l’arte può essere presupposto di guarigione, ovvero di aiuto a ristabilire il personale equilibrio Salute., Oggi intanto si parla di Arteterapia. Ora, parafrasando Erich From che parlava dell’‘Arte di Amare’, non vogliamo parlare di “Arte di stare in Salute”. O ancor meglio io direi:. “La Salute è un Arte”. L’arte non può essere delegata, non esiste infatti guarigione se non con a partecipazione attiva del malato. E allora: se la Salute è un Arte, il libro ne è uno strumento, un mezzo, quindi è un farmaco.
Compito del farmacista è quello di studiare, indicare, mettere a disposizione qualsiasi mezzo che può essere utile a mantenere, curare, ristabilire quel dinamico, delicato, Equilibrio che è la Salute. La Salute infatti, così la definisce la OMS, è “un dinamico equilibrio tra Corpo, Mente e Ambiente”, o meglio, come dicevano tutti i saggi: “tra mente, corpo e Energia.” (Di energia parleremo dopo). ( Vedi "Che cosa è la Salute." )
Nel mio personale rapporto farmacista-scrittore, ho seguito inconsapevolmente un percorso particolare. Nel 1991 mi sono ritrovato a pubblicare Gin Aureo Stafilococco, la storia di un batterio cattivo, virulento e presuntuoso, che dichiara guerra all’organismo di un bambino. Fu l’occasione per raccontare l’intelligenza dell’organismo: globuli bianchi, macrofagi, linfociti, plasmacellule, anticorpi… Ovvero per parlare del corpo. Nel 2001 con “Le Filastrocche di Fata Ricotta.” ho potuto affrontare il rapporto tra la mente e il corpo studiando l’importanza del gesto e del fonema per la salute. La filastrocca è la parola denudata, decontestualizzata. Ambarabàcciccicco’ La filastrocca è un passaggio, un passare sul ponte, una finestra aperta verso la osservazione e la comprensione di quello che è l’equilibrio salute, e questo accade proprio per la sua incompresnibile e automatica semplicità. Le caratteristiche della filastrocca sono semplice: Ritmo, Respiro, Ripetizione, Rito, somigliano molto ad una preghiera ancestrale… In questo libro, fatto insieme ad una ’artista’, Eva Incocciati, abbiamo tentato non di illustrare un testo, ma far sì che il segno e il fonema nascessero insieme, che fossero sin dall’inizio in equilibrio. Avevamo infatti uno slogan: “La Salute in parole e disegni.” Cercavamo cioè di scoprire come nasce il gesto creativo, o di cuore, il gesto terapeutico. . La domanda a cui volevamo rispodere era questa: Quando una parola diventa poesia, quando un gesto qualsiasi diventa arte? Abbiamo in seguito proseguito il nostro studio e ci siamo accostati alla antica Medicina interna cinese, con il Nei Dan, letteralmente significa ‘alchimia interna.” (Non abbiate timore di questa parola ) Come mezzo di apprendimento propriocettivo i cinesi usano il Tai Ji Quan, quell’arte marziale e terapeutica che oggi viene impropriamente definita ‘ginnastica dolce,. Ogni maestro di Tai Chi sa che il movimento parte dal ventre, dal Dantien. Basta guardare un gatto, o anche solo un bambino. Ogni movimento, ogni emozione parte dal ventre. Ora è lì accade una cosa strana, una stupenda alchimia, assimilabile chimicamente ad una distillazione. Unendo mente e corpo attraverso il respiro, accade come se si riscaldasse un liquido composto nel ventre, come su un guizzo di energia formasse uno scarabocchio. Come in una normale distillazione i pensieri e le emozioni pesanti vanno verso il fondo, ovvero possono essere scaricate a terra come in un qualsiasi impianto elettrico, quelle leggere salgono verso l’alto e, attraverso il circuito celeste, raggiungono il cuore. I saggi parlano di ‘trasformazione alchemica di un gesto qualsiasi in un gesto di cuore”, ovvero in gesto artistico.
Possiamo quindi dire che scientificamente uno scarabocchio parte dalla pancia, sale al cuore e solo a quel punto per uscire all’esterno può prendere diverse strade, come diventare gesto, disegno, oppure raggiungere la gola e farsi fonema, parola, poesia, filastrocca. Ecco allora che ogni gesto artistico ha sempre la stessa origine: è uno scarabocchio distillato provocato da un guizzo semplicissimo cime un Ambarabaciccicoccò. Ecco, la filastrocca, la poesia, il libro, è una occasione di autotransformazione e auto guarigione. ..
Ma come, perché avviene tutto ciò? Quale è il segreto? La risposta me l’ha data una bambina. Dopo venti anni da Gin Aureo, dopo dieci anni dalle filastrocche, per un caso ‘cosmico’ mi sono ritrovato a scrivere di nuovo. E’ uno studio personale, che affronta il rapporto tra la salute e la spiritualità in uqanto condizione essenziale e determinante per lo stare in salute. Ne è derivato la piena consapevolezza che “sono i bambini i veri maestri, tutti i bambini, nessuno escluso.” Ed è stata infatti una bambina a farmi comprendere il segreto della “trasformazione terapeutica”.
Si era in viaggio in auto, di ritorno da una bella vacanza. Nello stereo un CD di Lucio Battisti, "i Giardini di marzo", ricordate? "Ad un certo punto dice: “.. fiumi azzurri, e colline, e praterie, dove scorrono dolcissime le mie malinconie; l'Universo si fa spazio dentro me..." "Papà, che cosa significa?" Cosa dire… "Tu che dici?" Lei ci pensò su. "E' come se guardassi la terra da una stella?" Stentai a comprendere. Quante volte abbiamo ascoltato quella canzone? E quanto ci abbiamo meditato su? Su Mogol-Battisti? Perchè no, che male c'è! I bimbi lo fanno. Parlandone per gioco ho compreso: "Se io sono sulla terra è assolutamente vero che il sole sorge e tramonta, che c'è il giorno e la notte, la luce e il buio, ma se immaginassi di essere seduto su una stella, come un piccolo principe, lassù il sole splende sempre." Se guardo la terra da lontano, noto il suo giorno e la sua notte, ma noto anche che tutto intorno c’è tanto vuoto: l'universo si fa spazio intorno . La stessa cosa accade con il dolore: se riesco ad osservarlo come da lontano, a prenderne consapevolezza, se riesco a non identificarmi in esso, anche intorno al dolore si crea uno spazio, come dire, ‘spirituale’. Vedi "Al di là del bene e del male"
Cosa si intende scientificamente per ‘spirituale’? Che cosa è questa ‘energia’ nell’equilbrio salute corpo e mente? I cinesi la chiamavano Qi, i greci Pneumà, gli antichi persiani Psikein, Cristo aeon, e i romani ‘spiritus’, quindi vuol dire spirito, che non è altro che il respiro.
Ora capiamo perché Ippocrate, il nostro primo medico, appena aveva un malato che faceva? Innanzitutto lo isolava, lo portava letteralmente nell’isola di Coos, lo distraeva cioè dal quotidiano, e poi lo obbligava ad assistere a tre commedie ed una tragedia. Tutto questo, lui lo aveva già compreso, per creare spazio intorno alla malattia, per poterla osservare e, attraverso l’arte, attraverso il teatro, allora non c’erano sicuramente libri, provocava quel guizzo alchemico che avrebbe potuto portare alla guarigione.
Ecco allora che si può concludere , che il libro può essere ritenuto a tutti gli effetti un farmaco, un farmalibro, in quanto è un mezzo utile a far si che il dolore, la malattia, la morte possa trasformarsi in leggerezza.
In controcopertina di Fata Ricotta avevamo già riportato una citazione essenziale, che dal nostro studio viene più volte confermata: “Non nascondere mai il dolore, la malattia la morte, ma trasformarla in leggerezza”.
Il Gioco dei Serpenti

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