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Immagina una ‘Scuola di Salute’, ma non una vera e propria scuola, perché non ci sono maestri, immagina piuttosto un “Cantiere della Salute”.
“Cantiere” perché ognuno costruisce la sua salute giorno per giorno, ed è più facile e divertente farlo insieme. Perché non esiste guarigione senza la partecipazione del malato, anzi è lui il maggior artefice della propria guarigione. Medici e farmacisti possono solo indicare i mezzi adatti ad ognuno, tempi e dosi, ma come diceva Ippocrate: “Non esiste la malattia, esiste il malato”. Immagina allora una scuola-cantiere dove a capire non sia la testa, finalmente, ma tutto il corpo, nella sua interezza, con un apprendimento ‘propriocettivo’. Avete mai provato a spiegare ad un bambino come si fa una capriola soltanto a parole? Significa che il cervello sta anche nelle articolazioni, nei tendini e persino negli alluci. “Cantiere” perché nessuno può insegnare la Salute, possiamo solo scoprirla insieme, prendendo consapevolezza del nostro corpo, delle articolazioni, dei tendini, delle ossa, dei muscoli, della colonna vertebrale… Possiamo ascoltare il nostro corpo, ricordare come si sta dritti in piedi nella posizione originaria, sentire come si respira, o come trasformare quei momenti che di solito creano stress in un gesto terapeutico, per mezzo di in una ginnastica dolce, che coinvolga tutto il corpo in un movimento globale, in modo che diventi movimento creativo. “Non è il cervello che crea il movimento, ma è il movimento che crea il cervello.” Ippocrate diceva che “ i farmaci fondamentali sono tre: quello che mangi, quello che bevi e gli esercizi che fai.” E con esercizi certo non intendeva fare su e giù con le mani! E la prima cosa che faceva Ippocrate di Coos con un malato era portalo nell’isola di Coos, in pratica lo isolava dal quotidiano, e poi lo ‘obbligava’ a vedere tre commedie e una tragedia. Una Scuola di Salute quindi perché Scolè in greco significa tempo libero, divertimento, fare in modo che “il quotidiano diventi un brusio al di fuori della finestra”, e ci si possa avvicinare, almeno un poco, alla realtà dell’universo a cui apparteniamo.
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