Le facce di una stessa medaglia

"Tu sei quel che mangi." diceva il vecchio medico greco. E in fondo è proprio così. L'Anoressia, la Bulimia e l'Obesità sono forse l'effetto evidente di una discrasia mente-corpo. Ma tra le cause organiche e psichiche occorre oggi considerare le cause sociali. Dal momento che la forma, l'immagine, l'apparire hanno preso vita propria e son diventate 'obbligatorie', esiliando la propria essenza in quanto secondaria, ecco che si evidenza una discrazia che può rappresentarsi in vari modi, ma il male è comune più di quanto si possa credere.
ANORESSIA L'anoressia di solito inizia con una dieta al fine di migliorare la propria immagine. Comporta il drastico rifiuto del cibo allo scopo di perseguire un ideale di magrezza irraggiungibile: la persona anoressica non si sente mai magra abbastanza. Il corpo, ridotto all'osso, si fa teatro di una sofferenza interiore che le parole non riescono a dire. L'anoressia cela un profondo disagio che si tenta di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso. L'anoressia colpisce duramente il corpo, lo attacca nelle sue funzioni vitali e può condurre a gravissime conseguenze fisiche quali insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli. Di anoressia si può morire.
BULIMIA La persona che soffre di bulimia ha una bassissima stima di sé che deriva da un profondo vuoto interiore. Nel disperato tentativo di riempire questo vuoto è costretta, al di là della sua volontà, ad ingerire enormi quantità di cibo. Il senso di colpa che ne deriva, costringe ad escogitare pericolose condotte eliminatorie quali vomito autoindotto, abuso di lassativi e diuretici. La bulimia non è chiaramente visibile come l'anoressia, ma ha conseguenze altrettanto devastanti sulla vita e la salute di chi ne soffre. Nella bulimia, quella che si instaura con il cibo, è una vera e propria dipendenza paragonabile a quella che lega il tossicodipendente alla droga.
OBESITA' L'obesità rappresenta una vera e propria ”malattia sociale” che interessa tutte le fasce d'età, anche quelle pediatriche. Come nella bulimia, anche nell'obesità si istaura una vera e propria dipendenza dal cibo, usato come “soluzione magica” alle difficoltà esistenziali e come “anestetico” rispetto al dolore. La persona obesa non mette in atto condotte eliminatorie e, per questo, vede il suo corpo aumentare di peso fino ad ammalarsi. Spesso l'obesità rappresenta una barriera difensiva che la persona erige per proteggersi dalla sua depressione. Il cibo assume così la funzione di “farmaco antidepressivo”.
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