| La geometria del TaiJiQuan |
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LA GEOMETRIA DEL TAIJI QUAN ROBERTO BENETTI Tao Te Ching cap. 42
La via genera l’Uno L’Uno genera il Due Il Due genera il Tre Il Tre genera i diecimila esseri i diecimila esseri si fondano nello Yin e abbracciano lo Yang nei loro soffi vitali, centrati e vuoti, si muove l’Armonia….
IntroduzioneLa Natura esprime da sola molto più di quanto noi, esseri umani, in millenni di storia siamo riusciti a produrre ed a spiegare. Già, perché la Natura non ha bisogno di “spiegare” ciò che “è”. La nostra conformazione genetica quasi ci impone invece di effettuare questo passaggio. Sappiamo che il nostro cervello è costituito da due emisferi, ognuno dei quali è preposto a precise funzioni. L’emisfero sinistro regola le attività razionali, il pensiero, la comprensione logica; quello destro gestisce le emozioni, l’istinto, l’irrazionale. Questa dicotomia, sempre presente in Natura, è stata progressivamente trasformata dall’essere umano in “monotonia”, ovvero ha privilegiato e sviluppato prevalentemente uno dei due emisferi, e precisamente quello sinistro, razionale, in opposizione a quello destro. E’ successo che l’essere umano ha cominciato a giudicare l’opposizione parteggiando per una delle due parti. Osserviamo la Natura quando “eccede” nell’altalena fra i due opposti: accadono quello che noi chiamiamo cataclismi, disastri naturali ecc. salvo poi “naturalmente” riequilibrarsi procedendo verso il polo opposto. L’essere umano invece si è fossilizzato in una parte, creando all’interno e di conseguenza all’esterno di sé degli squilibri, dei “cataclismi” tali da mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. E’ l’Armonia fra i due opposti ad essere messa in discussione e quindi ad essere ricercata per un “benessere”. “Alla ricerca dell’Armonia perduta” potrebbe intitolarsi l’opera che l’essere umano cerca di svolgere e compiere; a questo scopo l’unione del Taiji Quan come pratica corporea, e della Geometria come strumento di comprensione di tale pratica, sarà l’inizio di questo percorso di ricerca e conoscenza dell’Armonia. Il Taiji Quan è un’Arte Marziale che come pratica psicocorporea consente di riequilibrare i due poli, sia a livello corporeo sia a livello mentale, attraverso un approccio scientifico ed intuitivo allo stesso tempo; è Scienza, ma contemporaneamente è Pratica, Vita, Esperienza. La Geometria, scienza primordiale, con la sua osservazione della Natura del mondo e delle interpretazioni finite che l’Uomo ne ha fatto, consente di acquisire quella forza di comprensione che spesso manca e la cui mancanza ci fa perdere quella visione olistica del sistema Corpo-Mente, che è base per la ricerca e la pratica dell’Armonia. Il senso del Taiji Quan per l’essere umano è proprio questo: una pratica, un’Arte che non ha ragione di esistere se non ha, anzi se non E’, Armonia. Come tutte le Arti d’altronde. La Geometria del Taiji Quan vuole riconoscere nel libero fluire del movimento corporeo quei principi, quelle proprietà che la Natura …naturalmente… esprime e che noi, con i nostri processi mentali, tendiamo a tenere separati dal nostro corpo, e che invece dobbiamo integrare con esso. Cercheremo quindi con il presente lavoro di mettere in luce le proprietà geometriche interne del Taiji Quan; lo stile di riferimento è quello Yang, e la forma è quella cosiddetta di “108 movimenti”. Verrà affrontato un primo aspetto numerologico/geometrico proprio di questa forma, ed un altro prettamente geometrico che può valere per qualunque stile di Taiji Quan dal momento che esso riguarda le proprietà interne del movimento corporeo, in particolare del gesto marziale.
Lo stile YangPer forma intenderemo la forma Yang di 108 “movimenti”, creata da Yang Lu Chan (1799-1872) modificata e addolcita in seguito dal nipote Yang Chen Fu (1883-1936). E’ la forma oggetto del presente lavoro. Tralasciamo le notizie storiche per concentrarci sui principi essenziali di questa sequenza, e sugli elementi costitutivi della sua natura. Principi1. Concetto Yin - Yang 2. Apertura e chiusura dei movimenti e del corpo. 3. Percezione ed espressione del Pieno/vuoto. 4. Morbidezza e radicamento nel terreno. 5. Stabilità e rilassamento. 6. Leggerezza e agilità. 7. Uso di forze contrapposte. 8. Continuità del movimento 9. Uniformità del ritmo 10. Scioltezza Lo stile Yang si caratterizza in particolare per l’armonia e la fluidità dei movimenti. Il senso del numero 108Fra i praticanti della forma 108 stile Yang, si intende di solito che la forma praticata contenga 108 movimenti o posizioni. Ma questa ipotesi è insoddisfacente perché i criteri usati per determinare esattamente ciò che costituisce un movimento variano considerevolmente. In realtà, esistono centinaia di “sotto-movimenti” ai tradizionali 108, il che rende assai difficile la determinazione numerica dei movimenti. Si possono individuare 108 sequenze, con nomi più o meno suggestivi, ma se approfondiamo la cultura orientale scopriamo che il numero 108 ha per gli orientali, ma non solo per essi, un significato che trascende l’aspetto puramente numerico quantitativo ed entra in quello molto più misterioso dell’interpretazione numerologica. Procediamo dunque in libertà di associare idee, sensazioni, conoscenze. A livello simbolico, il numero 108 è composto dalle cifre 1, 0, 8 ognuna delle quali ha precisi e numerosi significati. Vediamone alcuni.
Tutte queste associazioni di idee e interpretazioni sono sicuramente valide e condivisibili e vanno considerate nella loro globalità, dal momento che ognuna di essa è una visione particolare dello stesso fenomeno, come se noi osservassimo la stessa cosa attraverso un prisma e l’immagine di essa fosse diversa a seconda della faccia del prisma che consideriamo (“illusorietà del mondo fenomenico”). E’ più probabile che il numero 108 applicato al Taiji Quan trovi le radici della sua applicazione nelle influenze buddiste che tale arte marziale, così come altre, ricevette nel corso della storia da parte di questa religione. Bisogna risalire al concetto delle 108 Bonno, un termine di complessa traduzione che può essere reso con Contaminazioni, Illusioni, Passioni. Dal punto di vista occidentale, esse possono essere definite come “inclinazioni umane che portano verso l'errore e il male”. Il termine Bonno può essere spiegato ulteriormente come “quel che disturba la mente ed il corpo ed impedisce la tranquillità”. E’ una tendenza asiatica quella di rappresentare concetti profondi, come quello delle 108 Bonno, in cose ordinarie. Profondi, interiori significati vengono catturati nelle forme mondane esteriori. Ad esempio, i monasteri buddisti si raggiungono di solito dopo aver percorso 108 gradini, oppure 108 sono i numeri di grani dei rosari indù e buddisti. A seguito dell' esaurirsi o dell'eliminazione delle 108 Bonno attraverso l'austera pratica del trascendere il corpo-mente, si entra nello stato di illuminazione. Al salire di ogni gradino e simbolicamente all'eliminazione di una Bonno, il ricercatore della propria autentica natura diviene sempre meno confuso e afflitto. Nel momento in cui raggiunge il tempio, il ricercatore è simbolicamente pronto per l'illuminazione, lo stato della non sofferenza. In tal caso, il simbolo numerico 108 è combinato con l'azione dell'ascesa, come l’acqua che attraverso mutamenti di stato passa dal ghiaccio al vapore. Anche nel Taiji Quan l’esecuzione della forma 108 può essere vista come un percorso di conoscenza all’interno di se stessi al termine del quale raggiungiamo uno stato di completezza, di compimento, di illuminazione; è il cerchio che si chiude! Attraverso l'intensa ed ininterrotta pratica della forma il praticante sale i gradini o colpisce la campana del tempio del proprio sé. Attraverso gli anni di pratica il corpo allenato eseguirà ogni movimento con ininterrotta fluidità, finché non si riuscirà più a distinguere la divisione tra l'unità mente-corpo. Per arrivare così lontano, ad una pratica spirituale, è richiesta una concentrazione di tutte le proprie forze fisiche e psichiche.
Continua con La Sezione Aurea e la Spirale Logaritmica
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| Scritto da Roberto Benetti |
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