Se c’è rancore, risentimento, senso di colpa, tristezza… allora la sofferenza è prodotta da un eccesso di passato. Se c’è disagio, ansia, tensione, preoccupazione… allora la sofferenza è prodotta da un eccesso di futuro. In ambo i casi la sofferenza è inconsapevole. Se c’è senso di inadeguatezza, di impotenza, di essere impropri, di non essere degni… allora la sofferenza è consapevole.
Questi video, firmato da Gigi Sanna ce lo ha inviato un amico del cantiere, Fabrizio, grande amico cosmopolita di Amburgo. L'esercizio è dei più semplici e brevi, basta sedersi verticalizzando, fare respirazione addominale profonda e lasciarsi andare alla visione. Niente altro. Insomma è un simpatica irlassamento.
Il rilassamento e' la base del benessere e della comunicazione con l'inconscio. Quando eravamo piccoli, sapevamo come rilassarci, poi pero' l'abbiamo dimenticato. Mano a mano che crescevamo abbiamo imparato le vie della mente, la tensione, l'ansia, l'incapacita' di vivere il presente. Ora dobbiamo reimparare a tornare in contatto con il corpo, a riscoprire com'e' sentire veramente invece che pensare di sentire, a riconoscere ed espandere il rilassamento.
Nel mio laboratorio interno mi è capitato di osservare un meccanismo estremamente semplice eppure sconvolgente. Lo avevo letto in molti libri, scientifici e filosofico-spirituali, e forse solo per questo ho potuto riconoscerlo.
Questi sono gli esercizi a cui abbiamo dato priorità in Cantiere negli incontri dell'anno 2008/2009.
Fondamentale è 1 Avere il filo a piombo, la postura dell’uomo libero. 2 Mantenere il centro di gravità permanente, esercizio dei tre archi. 3 Fare il minimo sforzo e cercare la massima efficacia, rilassamento.