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Sveglia! L'Europa sta cambiando
Ma vi rendete conto, cari saggi (leggasi ‘pseudo’) che l’Europa sta cambiando? La Merkel prende una sberla e vincono i pirati, Hollande è presidente francese e mira ad una tassa del 75% per chi guadagna troppo, in Grecia vincono le estreme anti-europa (delle banche), in Spagna riesplodono gli indignatos, in Italia… C’è chi parla di ‘crisi spirituale’, ma di Chi!? Noi, ci spiace, non siamo in crisi. Non abbiamo più soldi, questo è vero, ma siamo felici, sereni, convinti che l’unica regola universale sia quella della Natura.
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Scritto da daddo
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L'indignazione non è terapeutica se non è creativa
Se l'indignazione non induce creatività, se non porta ad immaginare un nuovo mondo, non è terapeutica, anzi nuoce a fegato e reni. Ecco allora la nostra provocazione da 'farmacia olistica': se il farmaco diventa 'bene di consumo' noi portiamo il libro in farmacia per ridargli il suo vero ruolo di farmaco. i FARMALIBRI. Racconti, storie, cronache e aneddoti con lo scopo di favorire la consapevolezza della salute. E se la mettiamo così il farmaco, come viene concepito oggi, che sopprime ogni sintomo, ci allontana dalla consapevolezza del nostro equilbrio mente-corpo.
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Scritto da Gabriele Carcano
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il P.I.L., la Crescita, la Concorrenza
Forse ci stanno contando solo frottole e falsità. Tre domande ai guru della finanza. Io sono un farmacista, non sono esperto di economia, politica, grandi sistemi, ma per deformazione professionale sono portato a leggera la situazione secondo un modello ‘organico’, perché, come diceva Paracelso, il medico e il farmacista non possono essere altro che “conoscitori e ministri della Natura”.
Orbene, parlando di “crescita”, possiamo ben dire che tutte le teorie socio-economiche che ci stanno propinando sono ‘innaturali’. Facciamo solo tre esempi:
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Scritto da Gabriele Carcano
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Bersani e Ungaretti
Quel che più mi indigna in questo fine 2011 è che si fa un gran parlare di liberalizzazioni di farmaci e farmacie, ma non si parla mai di che cosa è un farmaco, una farmacia, un farmacista. Nemmeno i farmacisti, e questo è grave. Sembra che la Salute sia delegata ad uno sconto. Eppure Ungaretti scriveva: “La morte si sconta vivendo.”
Non si parla nemmeno di vita se è per questo, tantomeno di salute. Come se non fosse determinante per il cittadino quel che mangia, quel che respira e dove vive. I libri e i giornali stanno subendo la stessa sorte del farmaco. L’attacco non è alla farmacia ma alla etimologia delle parole.
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Scritto da Gabriele Carcano
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Se prima si sale, poi si scende
Quando si sale è inevitabile scendere. Ci spiace, è legge di natura. Lo scriviamo ormai da tre anni, eppure i nostri ‘grandi saggi’ (leggasi 'pseudo') continuano a parlare di crescita, venendo regolarmente smentiti.
Ogni monte ha una sua vetta, una volta raggiunta, a meno che non ci si voglia piantare come una croce, non si può altro che scendere. Ora son due le cose: o si scende con calma, godendo il panorama, le piante, i fiori, o si precipita a valanga. Sarebbe saggio, direte voi, sapere dove si poggiano i piedi, è bene scendere sereni e tranquilli.
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Scritto da daddo
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Lettera aperta al negoziante sotto casa:
"Resisti! Da te io risparmio."
Caro Giulio, quando c’è stata la neve è da te che ho comprato acqua e pile. Grazie. Siamo una comunità ed io ne faccio parte, io so che il tuo servizio è essenziale alla vita del paese, che la tua sopravvivenza è indispensabile in caso di emergenza.
Purtroppo l’accentramento del mercato nei Centri Commerciali mette in difficoltà tutti i piccoli negozi con la scusa del risparmio, ma non è per niente vero che si risparmia. Ti spiego perché:
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Scritto da daddo
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La conquista dell'inutile
“Conquistare”. Questa parola “Conquista” mi è entrata nelle ossa. Ma è una parola di guerra. Non mi indigna più, mi preoccupa invece, ora assai seriamente, per la mia e la salute del mondo.
Ormai uso sempre questa parola: “conquistare lo spazio”, “conquistare una donna”, “conquistare aree di mercato”, “conquistare la fiducia di mia figlia”, “conquistare la più alta montagna.” Mi sveglio la mattina e mi chiedo quale sarà la mia quotidiana battaglia. Ma che diavolo mi succede, perché devo sentirmi sempre in guerra contro qualcosa o qualcuno?
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Scritto da daddo
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La trappola del prezzo civetta
La trappola per farmacisti: Prendi un farmaco e fallo diventare un prodotto civetta, mettilo al prezzo di costo e proponilo con una bella campagna su tutti i giornali. Il messaggio è chiaro: Il farmaco è come un detersivo, un prodotto di consumo che se poi ti viene la gastrite, benvenga, ti daremo il lansoprazolo a prezzo di lancio.
La legge è questa: unire la professionalità alla convenienza, ed è molto più conveniente risparmiare su un farmaco per tutta la vita che non ‘stare in salute facendo a meno del farmaco.. E i farmacisti? Micio micio bau bau.
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Scritto da farmacia olistica
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