| E meno male che Obama c'è |
|
|
|
|
|
||||
Il 2012 è iniziato in Egitto
Bin Laden e il fondamentalismo talebano non poteva registra una sconfitta storica maggiore di questa: Al Qaeda sperava d’essere alla testa di questo sconvolgimento storico; invece non ne è stata neppure la coda; semplicemente ne è rimasta fuori e non ha alcuna probabilità di inserirsi. Lo sbocco finale è ancora incerto, in alcuni paesi dipende in larga misura dall’esercito e dai giovani ufficiali, in altri dalla nascente borghesia, in altri ancora dall’esistenza di fotri legami tribali. Ma la conquista dei diritti di libertà (e di lavoro) spinge i rivoluzionari a guardare più verso ovest, cioè verso Occidente, che verso est. ….. La stessa Israele è perplessa, da un lato impensierita dalla caduta dei dittatori (moderati) dall’altra speranzosa di poter convivere con giovani democrazie priva di pregiudizi religiosi e storici. Una convivenza competitiva ma non militare, una più equa diffusione del benessere, della divisioni internazionale del lavoro e delle tecnologie che caratterizzasse tutta l’immensa regione che va dai due fiumi mesopotanici fino al Sinai, al Nilo, al Sahara libico e algerino, all’Atlante a Casablanca. Forse sarà un sogno, ma le premesse ne stando prendendo corpo. Molto dipenderà anche da come si comporteranno l’America di Obama e l’Europa. E meno male che Obama c’è. Il presidente americano ha legato il suo futuro politico al trionfo della democrazia nel mondo musulmano,. Ne parlò un anno fa al Cairo e lo ha ripetuto adesso con chiarezza ancora maggiore. L’obiettivo è terribilmente ambizioso molto di più di quello che portò alla caduta del muro di Berlino. …. C’è materia per riflettere e operare in un mondo multipolare che implica per tutti e per ciascuno una scelta di ruolo e di responsabilità."
|
| Scritto da Eugenio Scalfari |
| Condividi su Facebook |



Ieri avevamo pubblicato un post sul discorso di Obama a Il Cairo.













