Oscar racconta la sua strenua lotta con la Signora Lea, che lo sveglia ogni notte, che vuole denunciare per stolking, una dolorosissima Cefalea a Grappolo che rischia di farlo diventare pazzo.

Durante una solitaria camminata in montagna incontra un vecchio amico che gli racconta la sua storia di Coniglio Matto e lo invita a frequentare un Centro Diurno. Oscar è malato, il dolore fa diventare egoisti, Oscar ascolta il racconto dei matti ma non gliene frega niente, non esprime opinioni, non emette sentenze, non dispensa consigli. Così tutti vanno a raccontare a lui la loro storia e il romanzo diventa collettivo, Voci dal Centro.

Si parte direttamente dal dolore per guardare il faccia la paura in un flusso di coscienza a tratti assurdo, a tratti fantastico, persino esilarante. Finché lo sguardo si spinge al di fuori, nel mondo dei sani, per giungere a Roccavalle, il Paese del Depressi pentiti, dove si scopre che la pazzia è un elemento totalmente relativo.

In tutti i romanzi che si rispettino c'è sempre la dicitura: "Ogni riferimento a cose e persone...", ,mea il nostro non è un romanzo rispettabile e mai si potrà sapere ciò che è falso e ciò che è vero,, sembrerà falso ciò che è vero, e vero ciò che è falso.

( 360 pagine, 17x12 con bandelle,. euro 18.00, il copertina la cornea destra di Oscar Brilli)