“Giocosa Arte” Università Popolare Educazione alla Salute
L’Università Popolare “il Cantiere della Salute Onlus”, altrimenti definita “Giocosa Arte” e intitolata a Paolo Carcano, nasce nel gennaio 2016 dal lavoro di ricerca condotta dal “Cantiere della Salute" in collaborazione con associazioni, professionisti e gruppi di lavoro. Le varie esperienze ci hanno portato alla consapevolezza che i principi di Salute insegnati dal Tai Ji Quan - Qi Cong non sono esclusivi di una singola disciplina, ma sono condivisi da ogni corretta pratica artistica.

La Legge 4/2013 Monti riconosce la professionalità delle Artiterapie, ovvero delle Arti applicate alla Cura, alla Prevenzione e alla Riabilitazione di uno stato di Equilibrio Salute. Si tratta di un importante passo in campo sanitario, nel rispetto dell’articolo 1 della legge 833 del 1978 che pone come priorità assoluta per ogni operatore la Prevenzione e la Educazione alla Salute . Purtroppo la legge è nata essenzialmente per motivi economici e fiscali, lasciando aperto un serio interrogativo scientifico: “Quali sono i parametri per poter valutare un’ Arte come Terapia?”

Nel gennaio 2016 il “Cantiere della Salute onlus” (Scuola accreditata ASI Discipline Bionaturali e Olistiche per la Salute *) è diventata Università Popolare con scopo di “studio e sperimentazione delle Arti applicate alla Educazione alla Salute” (*). Vantando istruttori Tai Ji Nei Dan Scholl (*) e docenti accreditati e certificati ASI SBN DOS CONI (*), medici, farmacisti e artisti, concentra la sua attività nella pratica del Tai Ji Quan - Qi Cong, in particolare nell’applicazione della varie forme Yang (8-24-108) sia nel Combattimento Istintivo che nella Manutenzione Preventiva, nei Disagi Psico-Motori e nelle patologie Neuro-Degenerative (Sala PerlaArmonia Hotel Touring di Fiuggi). Ricerca le analogie tra i principi di Medicina Cinese e la Medicna greca che praticava la Techné To Biou”, purtroppo persa nel tempo ma custodita nei simboli della Spilla del Farmacista.

Con i farmalibri ha sperimentato varie forme di scrittura e disegno, partendo dalle Filastrocche di Fata Ricotta (2001) e giungendo alla Spy Story (2016), parola e movimento. Con la Farmacia Olistica di Fiuggi (Premio Nazionale Educatore Sanitario 1985) ha sperimentato vari mezzi di comunicazione, dal Tazebao (1978) alle Dispense di Salute (2016). Con il Centro Diurno La Bussola e l’Ass. GlobalArt ha applicato la Globalità dei Linguaggi e le Filastrocche in Movimento, pubblicando “Via Casilina 3620”, interamente scritto e redatto dagli ospiti del Centro. Con l’Associazione Il Borgo del’Arte sta affrontando il connubio tra la musica per disabili (pianoforte on autistici) con il movimento (Qi Cong degli Animali e del Segno).. Con Sperimentango si tenta il collegamento tra i principi del Tango Argentino e del Tai Ji Cinese.

Con l’Associazione MusicApolis nel febbraio 2016 è stato riproposto un evento del 1984 nato da una intuizione di Paolo Carcano: “Artearsi per giocare”, in cui ogni partecipante era libero di portare qualcosa di suo dedicandolo a un tema. Nel 1984 il tema era “Un grido di rabbia”, nel 2016 non poteva che essere “Ti ricordo così…” a trenta anni dalla sua morte accidentale. Era quindi un evento che parlava di dolore. Eppure la collaborazione tra varie associazioni e singoli individui è scattata automaticamente, allargandosi fluidamente a spirale, coinvolgendo varie arti, dalla musica, al teatro, al video, al disegno, al cinema, alla poesia, ai giochi di bambini, alla Break Dance... e ovviamente alla gastronomia, cioè ‘alimentazione’.
La nostra intenzione, vivendo l’evento in maniera personale e intima, non era certamente di ricerca scientifica, ma le evidenze sono stati tali da valutare attentamente come una pratica artistica aiuti l’elaborazione del dolore per renderlo ippocraticamente “opportunità di guarigione” (*).

“Giocosa Arte” Università Popolare Educazione alla Salute L’Università Popolare “il Cantiere della Salute Onlus”, principi sanitari nelle pratiche artistiche

 

Pubblichiamo uno studio sul Dolore Cronico scaturito dalla nostra esperienza di Tai Ji Qi Cong presso un Centro di Salute Mentale e in un Test Pilota sulla Sclerosi Multipla, a cui si sono aggiunti altri pazienti con malattie neuro-degenerative e disagi psicomotori . I risultati osservati sono stati così evidenti e interessanti da spingerci a proseguire il Test e mettere a punto il "Metodo La Bussola". Infatti, grazie agli amici "mezzi matti" del Centro "La Bussola",  è scaturito un metodo che unisce movimento, a musica e a filastrocche, o a storie, o a giochi.,,,


 Fedeli alla indicazione di Ippocrate, "non esiste la malattia, esiste il malato", si pratica senza distinzione tra paziente, operatore, istruttore, assistente, patologie neuro-degenerative, disagi psico-motori e da stress. “Ognuno ha una sua rogna”. A questo punto ci siamo chiesti: "Cosa unisce tutti questi pazienti ai finti sani? Abbiamo notato che sono uniti da uno stesso filo". Ci siamo risposti: il Dolore Cronico.


L’obiettivo del Test Pilota sulla Sclerosi Multipla si poneva come obiettivo rendere ‘vivibile’ il disagio, riconquistare un po’ di indipendenza e di equilibrio. Invece i miglioramenti sono stati così evidenti che ci hanno costretto a valutare più attentamente l’applicazione di una pratica di consapevolezza nel dolore cronico.

Quel che più continua sempre più a stupirci è la esatta analogia tra le più antiche e pratiche, ad esempio il Qi Cong, e le moderne acquisizioni della fisica quantistica, ad esempio la Neuroplastica. Lo stupore, per me farmacista, è stato intuire che affianco al farmaco allopatico, di cui ben conosciamo struttura ed efficacia, e il rimedio omeopatico, che ancora ci riserva qualche segreto, appare un farmaco misterioso che possiamo chiamare “neuro-quantistico”.

Se avete possibilità di seguire il ragionamento della "neuroplastica" vi stupirete! Sembra infine che, nei confronti del Dolore Cronico, che non è soltanto fisico",  infine abbia ragione Franco Battiato quando dice: "Non bastano tranquillanti e terapie, occorre un'altra vita." Ed è un nuovo approccio che può veramente sconfiggere il Dolore Cronico, anzi, utilizzarlo per vivere 'piacevolmente'. 

 

 

 

INTRO Le guarigioni del cervello

1 Spegnere il Dolore

2 Il Sistema Wind Up

3 L’Episodio Doloroso

 

 

 Norman Doidge: “La guarigioni del Cervello”, La Fonte delle Grazie. - Umberto Galimberti: “Il Corpo”, Feltrinelli. - A.Fuks: “ Moskowitz “Central Influence on Pean” Interventional Spire An Algorithmic Approach Philadelfia, 2008. – “The Military Metaphors of modern medicine”, Interdiscilplinary Press, 2010. Gabriele Carcano: “La spilla del farmacista”, i farmalibri, 2014. – Flavio Daniele: “Scienza, Tao, Arte del Combattimento”, 2008. Luni ed. – Gabriele Carcano, Eva Incocciati: “Le filastrocche di fata ricotta”, , i farmalibri,2001. – Eva Incocciati : “L’uomo primitivo, l’artista, il bambino”, il farmalibri, 2011. Gabriele Carcano, “Palomar e l’Onda, omaggio a Italo Calvino”, Appendice a “Il Viaggio del Signor Ernesto”, i farmalibri, 2009.

Applicazione delle pratiche artistiche nella elaborazione del dolore

il 7 febbraio 2016 presso la sede di MusicApolis ad Alatri si è svolto l’evento “Artearsi per giocare” dedicato ai trenta anni dalla scomparsa di Paolo Carcano, optometrista e musicista, che nel 1984 lo aveva proposto nel teatro comunale di Fiuggi. All’evento hanno partecipato varie associazioni creando così una rete spontanea di solidarietà con diverse competenze.

L’intenzione di UP CantiereSalute ei di MusicApolis è stata di approfondire la ricerca sulle “Artiterapie applicate alla Educazione Sanitaria”. Ora è nostro compito analizzare l’accaduto con un’ottica ‘scientifica’ e ‘sanitaria’ dal momento che, benché a distanza di 30 anni, si trattava di una ricorrenza non gradevole, ovvero della elaborazione di un lutto, quindi riguardava direttamente il nostro studio sul dolore. (Dolore Cronico)

Il nostro scopo è comprendere quanto l’evento in oggetto sia risultato coerente con i principi di una corretta Educazione alla Salute e valutare come un’attività artistica possa trasformare un trauma in opportunità, cioè rispondere alla funzione propria del dolore stesso. <
br/> Progetto collaborativo svolto con le associazioni culturali del territorio, tra cui CantiereSalute e MusicApolis. dalla Farmacia Olistica di Fiuggi, dal Centro psico-sociale “La Bussola” di Ferentino, dal GruppoSclero di Fiuggi ed altri, coordinati dalla U.P. GiocosArte, i farmalibri. Progetto rivolto a tutti coloro che desideravano onorare il ricordo di tutti i giovani scomparsi prematuramente.
Il lavoro progettuale è consistito nel mettere in armonia diverse potenzialità e competenze per poter poi lasciar libera la successione degli eventi. Ad esempio nella sala Musica tutti, se competenti, potevano inserire il loro spinotto e intervenire nel concerto con il suo strumento o la sua voce. L’obiettivo chiaro e prestabilito era semplicemente “stare bene nel ricordo di un dolore condiviso.”

La pubblicazione web è stata sospesa 

lo troverete prossimamente su carta

la dedica

A tutti i miei figli

ingenui come gigli

a tutti i fratelli

anche ai più belli

a tutti i parenti

e ai loro lamenti

a tutti gli amici

che non sono felici

a tutti le amanti

trattate coi guanti

a tutti i patrizi

e ai loro bei vizi

a tutti i lettori

che non sono dottori

a me che son bimbo

ancora in un limbo

ad un’antica parola

che più non va a scuola

ad una rima tradita

in punta di dita

ad una assonanza

che esce di panza

ad una sola vocale

che non sa di morale

a un dubbio di bimba

che diventa una bomba

una domanda al cacao:

«Papà: Dio è come Dao?» 

Avvertenza al testo

Nessun fatto in questa assurda storia è accaduta nè mai potrà acca¬dere. Nessun personaggio trova un qualsiasi riferimento nella realtà. Solo le parole sono vere, ma queste vanno, vengono, si incrociano e si accavallano secondo un loro personale piacere, tanto che lo stesso narratore, facendo gran fatica a mantenerle in un contesto, tra virgo¬le e punti, alla fine le ha lasciate andare, e quel che ne è uscito è tutto qui dentro. L’autore scarica ogni responsabiità e persino l’editore ha preferito non leggerne più della metà.

I protagonisti sono più di otto, ognuno ha preteso la sua visibili¬tà, ha voluto una sua storia rivendicando il suo ineccepibile diritto all’esistenza letteraria, al proprio stile, al proprio senno e ai propri lettori. Così si salta impunemente da un canale all’altro, in una sor¬ta di multitasking a cui ormai ci si è abituati, da un bel thriller di spionaggio alla splendida storia di due amanti, dalla speculazione filosofica ad un improbabile esoterismo e ad un erotismo contur¬bante (per inciso il turbante c’è davvero.) Storie che si intrecciano in un’unica ricerca di una Formula perduta, chissà mai chi la troverà.

Il nostro narratore rifiuta in modo categorico che questa sua opera venga definita di ‘scrittura creativa’, perché, dice, nulla si crea e nulla si distrugge. Infatti il suo unico problema è stato darle forma. In pra¬tica racconta di essersi trovato, nel mezzo nel cammin della sua vita, in una valle di echi in cui prati, avverbi, fiumi, virgole, piccoli ponti e pontiggie, risuonavano accoppiandosi nei più svariati amplessi in frasi che lui stesso scopriva scrivendo. Con la stessa cautela di chi lavora con il marmo. Se gli si da del creativo, lui pensa, l’attenzione si sposta dall’opera all’autore, a chi è, a chi non è, a cosa fa e cosa ha fatto, a quanti premi ha avuto, a quanto guadagna. Ma cosa impor¬ta, un lettore non è certo un impiegato delle tasse.

A questo punto, mi confessa, non vorrebbe nemmeno esser chia¬mato ‘narratore’. Racconta che a metà dell’opera si è sentito come Mastro Geppetto, falegname, perché quel pezzo di legno che stava scolpendo, trovato per caso in casa di un amico un po’ negletto (che poi sarei io che ora scrivo come autore) aveva preso voce, ed era scappato via correndo, venduto il sussidiario, raggiunto il paese dei balocchi mentre lui narratore si sentiva come in culo alla balena. Lui desidera, da parte vostra, per uno strano senso democratico, di esser visto anch’egli come lettore, perché solo in questo modo, ne è convinto, e lo scrive con chiarezza a metà del suo racconto, riuscirà forse a capire veramente il segreto della Formula.

Vi prego quindi, siate buoni, non ha ambizioni di gran successo o di scalare le vette degli incassi, scrive perché gli piace mentre scri¬ve. Lui pensa, anch’io lo credo, che la letteratura sia un mezzo per stare in compagnia, condividere, trovare ‘commites’, come diceva Petrarca per dire ‘compagni di viaggio’. Accontentatelo, vi prego, che cosa vi costa. Leggete il suo romanzo e poi dimenticatevi di lui. Ma cercate (nota dell’autore) di far tesoro di quanto ha scritto quando era ispirato dalle muse. Ve lo raccomando, ve lo garantisco, otto romanzi in uno è conveniente, anche se visto nell’aspetto del ‘prodotto’, espressione abberrante, sia chiaro, la peggior offesa che si può fare ad un artista. E grazie a tutti.
L’Autore


Nota del Narratore

Mi chiamo Oscar e il mio nome brilla alla seconda persona singo¬lare del verbo. Un destino? Karma e sangue freddo, dico, non comin¬ciamo a pensare che io sia un individuo singolare. Scrivo per hobby e terapia. Per hobby perché mi piace, mi diverte, e questo già è abba¬stanza in questa vita di lamenti. Per terapia perché, mettetela come volete, appena la notte, ogni notte, mi viene l’attacco, dopo una mezz’oretta in cui vivo pienamente il mio dolore, perché penso che sia giusto che se il corpo chiama io lo ascolti, allora, dicevo, invece di stare a piangermi addosso ritengo sia meglio pensare a quel che combina l’amico Fabio Tosi o quel coglione di ValleTramontano.
Quel che c’è di bello nello scrivere, e che tanto mi ha aiutato con la patologia, è che scrivendo occorre operare una sorta di distacco, si diventa cioè un personaggio della storia, ora l’uno, ora l’altro, e si guarda la propria sofferenza come se fosse, in realtà lo è, una cosa comune. Ognuno ha le sue rogne, specie ad una certa età, e come diceva il sommo Ippocrate esiste il malato, non la malattia. C’è chi c’ha la cefalea, chi la tachicardia, chi la stitichezza, chi soffre d’altro ancora peggio. Ognuno scorre nel suo fiume, panta rei, ma andando alla sorgente, acca due o, c’è sempre l’acqua pura che noi tutti bevia¬mo, per una stessa malattia, inguaribile, che chiamano vita.
Il Narratore


Nota dell’Editore

Il romanzo nasce da una scommessa di Oscar, che se non gioca non è contento, con noi del sito i farmalibri. Un capitolo a settimana per tutto l’anno 2016, 52 puntate ognuno in 4 quadri. Quando alcuni lettori ci hanno chiesto di poterlo leggere in PDF Oscar, nel siste¬marlo per la stampa si è trovato a riscriverlo da capo: è diventato un altro libro, più conciso, esatto, da toccare. Un vero libro è fatto di materia, di carta, inchiostro e un tantino di sudore, così che finisce per avere un corpo tutto suo. E’ stato questo elemento, in un’epoca impalpabile, che ci ha convinto alla pubblicazione. Buona lettura.
L’Editore