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Nell'articolo del 5 maggio ho proposto un appello: TORNARE AL TERRITORIO, ovviamente visto nel minimo contesto sanitario che si può osservare dalla farmacia. Oggi 7 maggio Salvatore Settis, sulle pagine del Fatto Quotidiano, con uno sguardo ben più ampio del mio, ripete lo stesso appello: TORNARE AL TERRITORIO.

«L’emergenza creata dal rapido diffondersi del Covid-19 non sarebbe così minacciosa se non si innestasse su un tessuto planetario ormai determinato dall’indiscriminata espansione delle città: perché è in città – specialmente nelle più grandi – che il contagio è più facile e veloce, la mortalità più alta, le strategie di contenimento più ardue

Per Salvatore Settis « Il vero virus è la città-prigione» l'unica soluzione è TORNARE AL TERRITORIO.

Il suo ragionamento si snoda dalla osservazione che dall'800 a oggi la popolazione mondiale che vive in città è aumentata dal 3% al 56% e si avvia a superare il 70% entro i prossimi venti anni. «Spesso l'urbanizzazione costituisce impoverimento di chi trasferendosi in città si aspetterebbe una vita migliore», invece osserviamo l'assurdo rapporto tra Megalopoli e Bidonville che crea una situazione insostenibile soprattutto a livello sanitario.
L'Emergenza Coronavirus ci costringe a riconsiderare questo tipo di sviluppo cominciando proprio dal rapporto tra città e territorio.

Settis cita frasi di Rem Koolhaas scritte ancor prima del Covid19: « La campagna è diventata un regno sconosciuto. Dal 91 la compiaciuta convinzione che una sola versione di città metropolitana. capitalistica agnostica occidentale sarebbe rimasta, ma questa versione ignorava le trasformazioni radicali in Medio Oriente, Africa, Asia e tralasciava totalmente il cambiamento climatico.»
Ora viviamo dentro una prigione che si siamo imposti noi stessi

È diventata oramai una necessità prioritaria: dopo il contagio dobbiamo assolutamente ripensare parametri obsoleti e “guarirli” per poter restare vivi. TORNARE AL TERRITORIO

Settis conclude il suo articolo che l'emergenza ha reso evidente come un essere umano non è una isola, non solo dal lato affettivo, anche nel suo rapporto fisico con hli altri e l'ambiente. «Una beata e stolta incoscienza ci ha fatto subire senza fiatare un accentramento del sistema sanitario. la soluzione sta in un unico appello , TORNARE ALL'UOMO, TORNARE AL SUO TERRITORIO.

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Articolo precedente: Gabriele Carcano  Il linguaggio della Salute, almeno chiedano scusa  

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LINK

https://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Settis

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/05/07/il-vero-virus-e-la-citta-prigione/5793998/



Nota: Il rapporto tra Uomo Mente/Corpo e Uomo/Ambiente è molto intrigante. Abbiamo quindi chiesto ad un architetto esperto di FaeShuei e Medicina Tradizionale cinese, Arch. Felice D'Amico' quali assonanze possiamo trovare tra l'ambiente organico e l'ambiente domestico organismo che viviamo in un contesto di prevenzione e terapia. Prossimamente pubblicheremo il suo video..