Questo sito web utilizza i cookies per fini statistici ed informativi, senza raccogliere dati personali. Consulta la sezione Privacy per approfondimenti.

Stampa

I’ giochi’ in genere sono filastrocche, poesie e preghiere a cui abbiamo unito dei movimenti di Nei Gong, (ad es. L’Esercizio Perfetto, Rinoceronte, Fata Ricotta, Perdo i pezzi…), oppure sono forme e sequenze di Tai Ji, a cui abbiamo unito una storia (Forma 8 Yang, Il Rito del Saluto, il Bambù al vento, il Contatto del TuiShou…), o anche antichi giochi a cui abbiamo dato significato di esercizio di consapevolezza (La Zia di Forlì, il gioco della palla, Il pinguino), infine giochi di ballo (Sirtaki, Tarantella, Tango…) e forme in musica (Scarlatti, Sigur Ross, l’ottava di Shubert detta ‘incompiuta).

In fondo comunque è un bel trucco, perché il tema vero della lezione (quello che segue i consigli del dottore psicologo in un suo misterioso percorso riabilitativo) può essere svolto indipendentemente dal gioco che si è scelto, che in quanto tale si dimostra essenzialmente un mezzo.
Per fare un esempio, l’obiettivo di un incontro era favorire il contatto, ovvero affrontare le difficoltà che i nostri amici riscontrano nel momento che praticano a contatto con un'altra persona, vuoi per giocare alla lotta, vuoi per inventare una danza (di solito, a queto punto, spariscono tutti. Tra i tre esercizi scelti c’era la Camminata degli animali. Perfetto, ci siamo detti, e abbiamo iniziato ad avvicinarci a due a due e ad odorarci, proprio come fanno gli animali, quasi a voler sentire nell’altro l’odore della paura. E così via, variante che è piaciuta assai.

La sorpresa

La neve bianca

Il Centro “La Bussola”