Riguardo il primo elemento “Rilassamento e Meditazione” è utile ricordare la matrice etimologica del termine: dal greco mélete, da cui discendono i termini Meditare e Medicare, che letteralmente significa: “Avere Cura”.
Riguardo il secondo elemento la funzione dell’Arte si dimostra determinante in quanto mezzo per raggiungere il fine salute. Secondo Aristotele “a nulla serve una bella teoria se non è sostenuta dalla pratica.”

A questo si aggiunga la ‘sospensione del giudizio’, il meccanismo di non immedesimazione nella forma del dolore. Sappiamo che questo elemento, l’immedesimazione, può innescare un sistema neurologico definito ‘Wind Up’, in pratica é un serpente che si morde la coda, in grado di aumentare di cinque volte la percezione del dolore. Come dire che un animale che lotta non sente dolore, un ubriaco quando cade non si fa male. L’arte può aiutare l’artista ad utilizzare il dolore per la bellezza, come ha recentemente dimostrato a Sanremo, , proprio negli stessi giorni, il pianista Ezio Bosso affetto da SLA.

Sappiamo anche che per interrompere un Wind UP occorre “inserire una lama di consapevolezza tra la mente e il dolore”, decontestualizzarlo, universalizzarlo, condividerlo. Ippocrate fu geniale quando propose il teatro di Eschilo ai suoi pazienti. A ben vedere quale dei tanti drammatici momenti dolorosi personali può essere rassomigliata ad una tragedia greca? Quella di Paolo forse si, ed anche a questo è dovuto il successo della iniziativa.

Ecco allora che la presenza del Teatro a MusicApolis era indispensabile. Ce lo ha portato Luca, con la sua scuola di teatro di Fiuggi che conduce nelle scuole, con giovani e meno giovani, rappresentando una delle rare realtà in paese in cui i giovani si aggregano per condividere, immedesimarsi in altro, conquistare consapevolezza della propria voce e del proprio corpo, imparare a gestire, sia pur fingendo, sia pure per gioco, le future drammatiche situazioni di vita vissuta. C’è nel teatro, come nella danza, come nella musica e come nel Tai Ji Quan la necessità di conoscenza del proprio corpo e del modo come in esso si esprimono emozioni e sentimenti. Solo facendo questo lavoro interno di consapevolezza si rende possibile nel discente la capacità di controllare un trauma e dirigerlo verso la creatività e non verso la autodistruzione.

 

 

Artearsi per Giocare

1 Sfera Interna per la Salute

2 I ragazzi della BreakDance

3 Il TuiShou con Fabiano

4 I palloncini di Daniela,

5 “Ti ricordo così”

6 Sclerosi e il Disagio Mentale

7 Il Teatro di Luca

8 L’Asso di Ippocrate

9 Paolo e la Visione.

10 “Fatti una foto”

11 Film e Foto

12 La Tuta di Paolo

13 Un modulo da ripetere