il loro desiderio di muoversi consapevolmente anche solo per raccogliere una forchetta da terra, la loro speranza-certezza che si può guarire o almeno convivere serenamente con il dolore, la loro generosità dell’insegnarti qualcosa che loro possono apprendere prima degli altri perché più vivo è l’ostacolo da superare, tutto questo fa di loro dei veri praticati di arti marziali interne.



DELIO

“Accettare il dolore, ascoltarlo, localizzarlo, scioglierlo, utilizzarlo”. Il dolore non è altro che il modo con cui il nostro organismo comunica all’esterno un disagio e innesca i naturali meccanismi di difesa. Questo hanno sottolineato i nostri amici proponendo i loro esercizi sottoforma di giochi e di filastrocche,
“La Zia di Forlì che quando va a ballare con la gamba fa così”, ad esempio è un gioco semplice, in cui ognuno immagina un suo dolore, lo localizza e propone agli altri un movimento che in quel momento ritiene benefico, per condividendolo con leggerezza e ironia con gli altri e dando all’istruttore l’opportunità di correggere eventuali errori di postura e movimento.

Forse anche grazie a loro tutti i presenti hanno saputo accettare il momento del ricordo, della commozione e del dolore, lo hanno accolto, coccolato, condiviso, elaborato, scaricato, perché infine esplodesse in una vibrazione che diventava musica, ritmo, danza, filastrocca, teatro, cinema, disegno, post-it, poesia, preghiera laica, rock, jazz, rap, forma di Tai Ji Quan… nulla è mancato, ognuno si è espresso secondo la propria arte.

Un attimo, chiedetevi: “Esercizi? Cosa intendeva il medico greco con ’Esercizi’?” Platone ci racconta di Socrate che faceva il saluto al sole. Omero svela il segreto di Ulisse che tende il suo arco. I cattolici in chiesa praticano (o dovrebbero praticare consapevolmente) la ‘Postura del Dono’. Il Padre Nostro in aramaico, “Ab’Unn”, che molto ricorda il mantra ”Aumm – Ohm” buddista, si praticava in movimento. Un fonema infatti si lega sempre inevitabilmente con il gesto. (*)

Gli ospiti del Centro La Bussola e del GruppoSclero hanno poi presentato un esercizio stupendo, una chicca che unisce la tradizione greca a quella cinese. L’ esigenza pratica era trovare il modo di apprendere e ricordare la sequenza dei movimenti della forma 8 Yang, una sequenza di movimenti presa a riferimento per tutti i test clinico-scientifici svolti in America e in Germania (Oltre che a Fiuggi dal CantiereSalute per la tesi di Cristina. I praticanti hanno inventato una storia in modo da rappresentare con il movimento del corpo un gesto di TaiJiQuan, unendovi poi la musica di “Dust in The Wind”, polvere nel vento, dei Kansas. Ne è sortita una sorta di preghiera laica:

“Affondo nella terra, metto sulla testa la corona del Re. (il filo a piombo). Mi siedo sulle nuvole, abbraccio l’albero e mi accorgo che c’è il cielo, (Peng) c’è la terra (Lu) , c’è l’acqua (Ji) e c’è il fuoco (An), e tutto insieme in armonia, prendo in mano il mondo, (prendere la sfera) mi giro verso l’orizzonte e cammino in allegria (porgere il vassoio) . Ad Est. Ad Ovest. Respingo la scimmia e spazzolo il ginocchio. Via la polvere. E allora divento un gallo dorato, do un calcio ai cattivi pensieri e mi riposo. Allora ecco che io sono l’aria, sono la terra, sono l’acqua, sono il fuoco. E tutti insieme in armonia, noi siamo cielo, noi siamo terra, noi siamo acqua, noi siamo fuoco, tutti parte di uno stesso universo (afferrare la coda del passero)”

 

Artearsi per Giocare

1 Sfera Interna per la Salute

2 I ragazzi della BreakDance

3 Il TuiShou con Fabiano

4 I palloncini di Daniela,

5 “Ti ricordo così”

6 Sclerosi e il Disagio Mentale

7 Il Teatro di Luca

8 L’Asso di Ippocrate

9 Paolo e la Visione.

10 “Fatti una foto”

11 Film e Foto

12 La Tuta di Paolo

13 Un modulo da ripetere