Questo è quanto accaduto il 7 febbraio 2016. Grazie al ricordo di Paolo, d’accordo! Probabilmente tutto questo è stato possibile perché non c’era persona più adatta a favorire una tale connessione. Paolo aveva la capacità di riunire tutti insieme ad una chitarra, di far cantare tutti come viene, di saper suonare diversi ritmi e stili. Ok, siamo stati fortunati, la sua geniale intuizione del 1984 ci ha fornito un metodo “Artearsi per giocare”, che a distanza di trenta anni appare fresco e avanguardia.
Il primo principio di “Artearsi per Giocare”, è semplice: “Dove c’è gioco ci sono le regole del gioco.”

Quindi il primo atto, promosso a mo’ di rito, è stato redigere, tutti insieme, un manifesto tazebao sulla falsa riga di quello che scrisse Paolo per presentare l’Artearsi dell’84, su cui riportare le regole del gioco, ciò che era permesso, o meglio ciò che era stimolato. Ogni persona presente, adulto o bambino, era libero di proporre un’arte, a questo punto si scriveva la sua proposta da realizzare in una delle Sale di MusicApolis a disposizione: Sala A: Musica e Canzoni, Sala B: Teatro e Cibo, Sala C; Disegno e Animazione.

 

 

Artearsi per Giocare

1 Sfera Interna per la Salute

2 I ragazzi della BreakDance

3 Il TuiShou con Fabiano

4 I palloncini di Daniela,

5 “Ti ricordo così”

6 Sclerosi e il Disagio Mentale

7 Il Teatro di Luca

8 L’Asso di Ippocrate

9 Paolo e la Visione.

10 “Fatti una foto”

11 Film e Foto

12 La Tuta di Paolo

13 Un modulo da ripetere