Artearsi per Giocare

 

L’Asso di Ippocrate: il cibo

Ippocrate butta sul tavolo il suo asso di bastoni quando definisce quali sono le prime tre terapie fondamentali:
“Quello che mangi, quello che bevi e gli esercizi che fai.”

Ad “Artearsi per Giocare” di MusicaApolis non poteva mancare un approccio ecologico alla Alimentazione. Non ci siamo fatti mancare nulla. Grazie a Maria Rosaria e a Fabiola anche in questo campo artistico si è creata una sinergia fatta di dolci e torte, di spuntini e tramezzini biologici in una gara di ricerca di genuinità e di fantasia, ovviamente entrambe di coltivazione biologica senza additivi e conservanti.

 

La Funzione del Teatro e MusicApolis

La prima cosa che faceva Ippocrate con un malato era portarlo nell’isola di Coos, ‘isolarlo dal quotidiano’, chiaro riferimento alla necessità di Rilassamento e Meditazione.
La seconda era obbligare il paziente ad assistere a due tragedie e una commedia, chiaro riferimento alla necessità di una Pratica Artistica per la Salute con il fine di acquisire conoscenza di sé (‘Gnosi Teatuon’) e consapevolezza del proprio Equilibrio.

Concetto condiviso anche dalle altre Medicine soprattutto orientali, i due momenti ad esempio corrispondono al “Samadi” e al “Vipassana” nella pratica buddista. Si ricorre alla metafora del volo, per il quale occorrono due ali: Pacificazione Profonda e Consapevolezza.


La gradita e attiva partecipazione degli utenti del Centro Diurno “La Bussola” e del “Gruppo Sclerosi-CantiereSalute”, ha reso evidente come il malato non dovrebbe mai separato dal vivere quotidiano, ma la assoluta necessità di integrazione e condivisione.

La loro presenza ha inoltre inviato un messaggio tanto chiaro quanto importante: è più facile combattere contro un nemico esterno in carne ed ossa, che puoi vederlo, toccarlo e magari darsela a gambe, che contro un infame nemico che ti corrode da dentro, che non si vede, che si nasconde, che ti attacca sempre quando sei più debole.

Il loro atteggiamento marziale è eroico, la loro volontà di continuare a combattere, la loro pazienza di ricominciare ogni volta da capo,


Tutto è nato quando Silvia ha desiderato regalarci una sua canzone in ricordo di Paolo a trenta anni dall’incidente,

E' bastato questo per mettere in moto una Rete Spontanea che, stimolata soltanto  dalla intenzione di fare Musica ha creato un vortiche che ha coinvolto le altre arti.

“Ti ricordo così”, la canzone di Silvia ha coinvolto tanti altri musicisti che si sono adoperati per preparare qualcosa di proprio o per riproporre una delle canzoni che scrisse Paolo. Si è così acceso un un movimento di persone che non si è più fermato. Il bello di una tale rete è che quando infine tutto era al termine e ci è stato chiesto chi aveva mai organizzato un tal bell’evento, tutti noi ci siamo guardati con la consapevolezza di una risposta meravigliosa: “Non lo sappiamo. Nessuno può dire di averlo programmato e realizzato così”.

 

Nel contesto di ‘Artearsi per Giocare’ non potevano mancare i bambini.

In occasione di eventi dolorosi, come ad esempio, quello che si stava festeggiando a trenta anni dalla scomparsa di Paolo Carcano, occorre assolutamente mantenere una lucina accesa verso l’ingenuità, il gioco e la gioia.  

Durante l’evento di ‘Artearsi per Giocare’, nella Sala C di MusicApolis, grazie a Daniela abbiamo creato uno spazio per ospitare i bambini lascianfodo liberi i genitori di partecipare o andarsi ad arteare in qualche altra sala.Daniela tra l’altro ha proposto i suoi “palloncini colorati e luminosi dal di dentro”, una meravigliosa metafora di un concetto asssai difficile da esprimere a parole.



Fabiano è il più piccolo ballerino di BreakDance del gruppo di Alatri

Durante la serata di Artearsi per Giocare del 7 febbraio nella Sala B di MusicApolis, ci ha dato una grande dimostrazione di agilità e leggerezza, di un istinto da piccolo animale che potremmo definire naturale da artista nato.

Una volta ho provato a fare il gioco del TuiShou con lui, stavo solo più basso. Ha insiato subito ad applicare i consigli che gli davo, il dorso della tartaruga, il filo in cielo… Tempo dieci minuti e Fabiano aveva perfettamente compreso i principi della pratica, applicandoli con attenzione ed esattezza, fino a fare il falco e il volo dell’airone, fino a che non mi ha sbattuto a terra facendo l’assalto della tigre.