Governare lo Stress. Emilio Gadda consigliava di chiudersi in camera e ripetere più volte (respirando profondamente) la parola "Io": «Io io io io io i o i o i o...» "Finché vi sembrerà il raglio di un asino, per quello che siete".

Come governare il maggiore nemico: lo STRESS, soprattutto in questo periodo di grande crisi globale? Ecco cosa ci dice la Scienza: "Sarà una risata che lo seppellirà".


Oggi 13/3/20 su Internazionale.it ho trovato un articolo di Helen Thompson, affronta proprio questo tema: "Lo Stress e il Coronavirus". Riporta varie ricerche scientifiche che si son poste questi temi:

"Chi sono le persone in grado di gestire al meglio lo stress?"
"Quali caratteristiche sono determinanti: chimiche, genetiche, biologiche, biografiche, relazionali?".
"I Resilienti hanno trucchi speciali o sanno semplicemente elaborare meglio lo stress?"

L'articolo riporta uno studio della Indiana University, effettuata su un cospicuo gruppo di vigili del fuoco colti da sintomi di P.T.S.D. (Depressione da stress) ed effetti collegati anche gravi. I vigili avevano affrontato vari episodi stressanti nell'ultimo mese. La ricerca ha scoperto che chi possedeva l'abilità della battuta, il senso dell'umorismo, erano i meno colpiti dalla sindrome.
Helen sottolinea che se gli episodi di stress si susseguono, senza essere opportunamente elaborati, portano ad una situazione di fribrillazione cerebro-muscolare che inevitabilmente induce un abbassamento di tutte le difese, organiche, psichiche, relazionali e conduce a malattia.

Lo Stress è una induzione chimica che proviene dalla parte più ancestrale del nostro cervello, l' Amigdala. È un meccanismo animale che scatta per mettere il corpo sull'avviso, in guardia. Il messaggio di Amigdala arriva a Ipotalamo, il quale può scegliere due strade.

1) ADRENALINA. Reazione attacco-fuga. Messaggio > Azione. Scattano i Mirror Neurons, il cervello è escluso. Se si tratta che ci appare improvvisamente un serpente sgusciante e velenoso, se un gatto ci taglia la strada, se sta per cadere mia figlia, questo è un meccanismo animale che salva la vita. Ma se il meccanismo è provocato da una immagine del nostro cervello, quella paura non la si può affrontare, si è giustamente impotenti, il vero pericolo non c'è, non si vede. È la paura della paura.
Questo meccanismo non controllato porta all'azione/inazione, carica e non scarica, induce una sensazione di impotenza, all'abbassamento di autostima, delle difese immunitarie fino alla depressione organica, psichica e relazionale, quindi a malattia.

2) CORTISOLO, il quale attiva immediatamente le risorse di attenzione e di difesa, sospende per quel momento il lavoro di vari sistemi, tipo quello immunitario, ci mette in postura di guardia, aumenta la vigilanza, ci mette in condizione di difenderci in una emergenza. Il problema è che tale situazione di Cortisolo, deve essere assolutamente seguita da un periodo di risoluzione e di ricarica. Occorre avere il filo a terra (legge 626 sulla sicurezza). scaricare la tensione, reidratare l'organismo, lasciare al nostro organismo il tempo di elaborare. Insomma: carico/scarico, giorno/notte, sonno/veglia, terra/cielo, inspirazione/espirazione, Yin/Yang, Sistole e Diastole dell'anima.
Se il cuore va in fibrillazione si porta dietro tutto il resto. Il nostro corpo è meraviglioso, ma dobbiamo lasciarlo lavorare in pace.

Un'altra simpatica ricerca raccontata da Helen è sui batteri intestinali.
Dice che nei soggetti depressi o sempre incazzati, la difesa batterica intestinale è molto minore di quella dei soggetti che si fanno almeno una risata al giorno. Non è in realtà una cosa nuova, esiste una scienza chiamata "Gelontologia" che studia la comicità come terapia. Ci sono molte ricerche al riguardo, la Clownterapia è stata riconosciuta, ma purtroppo nella nostra cultura mediterranea (quella del nome della rosa per intenderci) si confonde troppo spesso la necessaria sdrammatizzazione terapeutica della battuta, con menefreghismo e superficialità da parte di chi si prende troppo sul serio e non sa mai ridere di se stesso .

Quando ridiamo si liberano sostanze che ci fanno sentire bene. Scarica tutta la tensione muscolare. Una sana comicità non nasconde i problemi, anzi, li guarda in faccia e gli fa una pernacchia, come ci ha insegnato Totò. La signora Paura quando la guardi in faccia si vergogna e scappa.
Il Clown fa ridere proprio esagerando le sue difficoltà. Pulcinella a Napoli ne fece una professione: "Ridono perché cammino strano? Bene, da oggi faccio lo zoppo".

Sdrammatizzare, ridere, è fondamentale. Prendersi troppo sul serio è in realtà un atteggiamento iatrogeno (a parte la presunzione). Favorisce la depressione. alimenta proprio quella paura di cui essa la depressione si alimenta, ed ecco il circolo vizioso. Per spezzare tale vortice a spirale è garantito, scientificamente dimostrato, basta una sana risata. Almeno tre volte al giorno, dopo i pasti. È un consiglio da farmacista olistico, che di farmaci se ne intende.
E allora chiudiamo con Totò: 

“Coraggio ce l'ho. È la Paura che mi frega.”
“L'unica cura per l'acne giovanile è la vecchiaia.”
“Ogni limite ha una pazienza.”


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