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Come affrontare l'insufficienza venosa
I primi sintomi dell'insufficienza venosa sono: gonfiore, sensazione di pesantezza, formicolio, pizzicore, crampi notturni, bruciore. L'insufficienza venosa è un disturbo estremamente comune con il quale soprattutto le donne si trovano a dover fare i conti fin dai 20 anni. Benché in molti casi all'origine vi sia anche una predisposizione genetica non modificabile, rallentare l'evoluzione del disturbo e contrastare almeno in parte la comparsa di varici e capillari superficiali è possibile attraverso alcune sane regole di vita:


Perdere peso o non ingrassare
Perdere peso, se c'è qualche chilo di troppo, o cercare di non ingrassare è una delle principali avvertenze che dovrebbe avere chi tende a soffrire di insufficienza venosa e gonfiori alle gambe. La minor pressione sulla parte inferiore del corpo e il giusto rapporto tra massa magra e grassa permettono, infatti, alle vene di lavorare con la massima efficienza, assicurando gambe sane e in forma più a lungo.

Frutta e verdura sono un toccasana
Seguire una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, oli vegetali e pesce è fondamentale per il benessere delle gambe come dell'intero organismo. Le fibre vegetali saziano e favoriscono la funzionalità intestinale, alleggerendo la pressione sulle vene degli arti inferiori. Le vitamine e altre sostanze antiossidanti proteggono le pareti dei vasi sanguigni dai radicali liberi, prevenendone la naturale perdita di tono ed elasticità associata all'avanzare dell'età.

Tanta acqua, pochi alcolici e caffè
Oltre che per tutelare la salute dei reni e per garantire un'adeguata idratazione a tutto l'organismo, bere almeno 1,5-2 litri di acqua o altri liquidi non troppo calorici (succhi di frutta, brodi, tè, tisane, ecc.) al giorno è importante per assicurare un buon ricambio idrico e una circolazione sanguigna efficiente. Da evitare, invece, un consumo eccessivo di alcolici (1-2 bicchieri di vino o birra al giorno è la dose da non superare) e le bevande contenenti molti zuccheri o caffeina.

Attività psico-motoria, un po' ogni giorno
Muoversi un po' ogni giorno )bastano 20 minuti di un movimento fluido e consapevole= è il sistema migliore per favorire la circolazione a livello delle gambe e migliorare il drenaggio linfatico, prevenendo gonfiori e varici. Camminando, andando in bicicletta, nuotando si promuove la contrazione dei muscoli del piede, polpaccio e della coscia, che aiutano il movimento del sangue dalle zone più superficiali a quelle più profonde della gamba, favorendo il ritorno del sangue venoso verso il cuore. Il CantiereSalute consiglia una passeggiata di 15/30 minuti, con calma, su terreni non piani quali asfalto e cemento, non solo per non forzare le articolazioni in quanto funzionano da ammortizzatori (specie in situazioni di sovrappeso), soprattutto perché camminando su un prato o in montagna ogni passo diventa diverso e consapevole, si poggiano così i piedi adattando il peso su tutta la pianta.   

Calze elastiche se ci sono sintomi
Se sono già presenti sintomi di insufficienza venosa, come gonfiore e dolore, capillari superficiali o piccole varici, è consigliabile indossare calze elastiche a compressione graduata in grado di supportare il lavoro delle vene, evitando di affaticarle ulteriormente. Altri accorgimenti utili sul fronte dell'abbigliamento: evitare di indossare indumenti che stringano le gambe o il punto vita, calzettoni con elastici stretti sotto il ginocchio, collant autoreggenti, cinture strizzate, gonne o jeans troppo aderenti.

Scarpe comode, con un po' di tacco
Non tutti sanno che anche le scarpe possono influenzare in modo significativo la circolazione periferica. Quando sono troppo strette, eccessivamente appuntite, con tacchi estremi o troppo "piatte" impediscono alla pianta del piededi dare al sangue una spinta ottimale verso l'alto (pompa plantare), promuovendo gonfiori, anche al polpaccio. L'ideale è optare per scarpe comode, con la punta tonda e con 2-3 centimetri di tacco. (In farmacia vasto assortimento= 

Seduti o fermi in piedi solo per poco tempo
Restare seduti o fermi in piedi nella stessa posizione per troppo tempo è quanto di peggio si possa fare per la circolazione venosa e la salute delle gambe. Anche a scuola o in ufficio, si dovrebbe sempre cercare di sciogliere i muscoli e passeggiare per 5-10 minuti ogni ora. Assolutamente da evitare, invece, l'accavallamento delle gambe, che ostacola il drenaggio linfatico e il movimento del sangue verso l'alto.

Gambe: sollevate è meglio
Se si tende a soffrire di insufficienza venosa, soprattutto in estate, può essere utile cercare di tenere le gambe sempre un po' sollevate, sia quando si è seduti durante il giorno (usando, per esempio, appositi poggiapiedi) sia quando si è a letto (può bastare un cuscino di 15-20 cm di spessore sotto i polpacci). In questo modo si evitano stress non necessari alle vene, tutelandone la funzionalità e riducendo i disagi.

Piedi e gambe lontano da fonti di calore
Con il caldo le vene tendono naturalmente a dilatarsi e se già si soffre di insufficienza venosa ciò comporta un notevole peggioramento dei sintomi. Per prevenire disaggi eccessivi è importante tenere le gambe lontane da fonti di calore (stufette e termosifoni in inverno; il sole in estate) e rinfrescare piedi e polpacci con docce fredde più volte al giorno. Un vero toccasana? Nuotare e camminare con le gambe nell'acqua, al mare o in piscina.

Fumo, semplicemente da abolire
Proteggere la funzionalità delle pareti dei vasi sanguigni ed evitare di favorire o veder peggiorare l'insufficienza venosa è soltanto l'ennesimo ottimo motivo per abolire il fumo, estremamente dannoso per tutto l'apparato cardiovascolare oltre che per i polmoni e per la vitalità delle cellule. A livello delle vene, l'azione dannosa dei radicali liberi e delle altre sostanze tossiche prodotte nell'organismo di chi fuma accelera l'invecchiamento cellulare, favorendo la perdita di tono ed elasticità dei vasi sanguigni.

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